Breve storia del Mandarino

Come fa un lago a chiamarsi Mandarino?
Chissà? Forse perché Mandarino è sinonimo di mille colori, forse perché è anche sinonimo di bello, forse anche perché evoca atmosfere lontane e profumate; o forse tutte e tre le cose messe assieme.
Fatto sta che qualcuno tanti anni fa gli impose questo nome; nome strano per un laghetto di cava, strano soprattutto per un sito che all'epoca (1992) aveva poche attrattive; ma evidentemente questo qualcuno guardava lontano e aveva visto già allora il lago nella sua veste attuale e, avendolo immaginato ornato di mille colori, bello ed evocativo, trovò in "Mandarino" la sintesi che andava cercando.
Oggi il Lago Mandarino fa onore a quelle intenzioni e si merita il nome che gli è stato dato, presentandosi con una veste che naturalmente cambia con le stagioni ma che sempre mostra un fascino particolare.
Niente di trascendentale ovviamente, si tratta solamente di erba, arbusti, alberi e una distesa d'acqua; che però hanno un effetto ansiolitico, balsamo da assumere per via oculare senza alcuna controindicazione, tanto che tutti (quasi) quanti l'hanno visitato tornano poi volentieri; chi più spesso, chi meno, ciascuno
secondo i propri impegni, ognuno con la voglia di tornare un'altra volta.
Vi si pratica la Pesca Sportiva con diverse specialità, la principale è la cattura della Carpa (oggi si dice carp fishing) ma non mancano altre possibilità, come lo Storione, o la Trota, o la pesca libera dei piccoli pesci presenti.
Pescatori grandi e piccoli, professionisti dell'amo e principianti assoluti, raffinati lanciatori di esche ed esordienti della specialità, tutti hanno sempre trovato sia una postazione che desse loro soddisfazione, sia qualcuno con cui scambiare delle idee, un piacevole modo di ingannare il tempo per una o più giornate o semplicemente per qualche ora, per tirar sera senza affanno e senza noia.